Tasse

07.04.2015 06:43

Ci ha pensato Matteo Renzi a tenere alta la tradizione che vuole che la Pasqua porti con sé almeno una sorpresa anche senza l’uovo di cioccolato. Dal pulpito del prestigioso quotidiano  Il Messaggero il primo ministro, proprio la domenica di Pasqua, ha fatto agli italiani un bel regalo: “Nel 2016 non aumenteranno le tasse e gli italiani devono continuare ad avere fiducia. C'è un clima nuovo. Dopo tanti sacrifici, e gli italiani ne hanno fatti anche troppi, ci siamo davvero”. Una bella sorpresa davvero, non c’è che dire. Diciamo che l’annuncio ha fatto un bell’effetto, mentre è lecito dubitare della sostanza dello stesso soprattutto conoscendo la propensione che ha il presidente del Consiglio nel regalare un annuncio roboante al giorno e poi magari far finire tutto dentro un bel gioco di prestigio. Proviamo a credergli, almeno questa volta. Le tasse, diciamo quelle statali, molto probabilmente non aumenteranno. Ma la vera rasoiata prevista dalla manovra (2,2 miliardi di tagli) metterà i comuni con le spalle al muro e li costringerà ad aumentare tutto l’aumentabile obbligando i cittadini a tirare la cinghia. Tanto che i sindaci, a partire proprio da quel Dario Nardella sindaco di Firenze del dopo Matteo, sono sul piede di guerra. Quindi l’annuncio del premier formalmente è ineccepibile, ma nella sostanza è un gioco di prestigio. La situazione è tale per cui con meno trasferimenti i comuni batteranno cassa. Da chi è inutile sottolinearlo. Circolano poi altre voci preoccupanti. Come quella che vuole si gratti ancora un po’ dalle pensioni, quelle già erogate e non solo quelle altissime da tanto per intenderci. Per adesso se ne parla, ma forse è solo il preludio al diluvio che verrà. Alla fine aveva ragione Indro Montanelli: “La sinistra ama talmente i poveri che ogni volta che va al potere li aumenta di numero”. Ora anche se al governo non c’è la sinistra ma Renzi, il detto montanelliano trova attuazione.  Perché da qualunque parte la si giri è facile prendere dai poveri. È vero che hanno poco, ma essendo così tanti...


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