Sciopero
28.07.2015 06:05
Adesso, anche “grazie” a questi recenti fatti, sta per arrivare un sostanzioso giro di vite sugli scioperi. Dopo la pausa estiva la commissione Affari Costituzionali del Senato metterà in calendario il disegno di legge presentato nel febbraio del 2014 dall’ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e quella più recente a firma del senatore Pd Pietro Ichino. La palla passerà poi al parlamento e lì si vedrà chi fa sul serio e chi bluffa. La materia è delicatissima ed è giusto che se ne occupi il parlamento e non il governo. Qualcosa si dovrà fare con la speranza che gli scioperi selvaggi non offrono lo spunto per un giro di vite sui diritti dei lavoratori. Diritti, però, che sono anche della gente comune che non può essere lasciata in balia di una sigla sindacale che mette assieme quattro gatti, ma che è in grado di creare disagi e bloccare settori nevralgici del paese. Le due propose puntano entrambe a regolamentare soprattutto il settore dei trasporti al fine di evitare che l’utenza sia perennemente ostaggio di scioperi e proteste magari promosse dai sindacatini che così facendo si fanno un po’ di pubblicità. Staremo a vedere cosa saprà fare il parlamento. Forse passerà la norma che prevede che a promuovere scioperi nel settore trasporti siano solo i sindacati che hanno complessivamente almeno il 50% della rappresentanza. Una discriminazione delle minoranze? In teoria potrebbe essere, ma da qualche parte si deve iniziare. In ogni caso visto che la politica – soprattutto quella renziana, dei renzini e delle renzine di complemento – è molto attenta ai sondaggi, sa che una bella stretta sugli scioperi sta incontrando il favore del pubblico. A dirlo senza mezzi termini sono i quotidiani che hanno promosso on line una specie di sondaggio dai quali emerge che la maggioranza numericamente bulgara degli italiani (84%) è a favore di una norma. Tutto bene, dunque, con la speranza che non sia il primo passo per arrivare a scioperi virtuali da manifestarsi attraverso il solo pensiero. Conoscendo la propensione un po’ troppo decisionista del primo ministro, è bene che qualcuno tra i parlamentari tenga le orecchie bene aperte. Perché fidarsi è bene, ma tenere gli occhi aperti è meglio. Altrimenti si torna ai tempi di “… quando c’era lui, i treni arrivavano in orario!”. Come chi era lui? Suvvia, lui è quel tal Benito che ha una nipotina di nome Alessandra…|
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