Sanità
27.07.2015 07:12
Chi sgarra, secondo l’economista che piace tanto a Renzi, dovrà pagare. Il provvedimento annunciato potrebbe arrivare all’esame del Senato oggi stesso (se serve mettono la fiducia) per poi passare alla Camera. Il primo ministro che è attento all’immagine ed è sensibile ai sondaggi e pensa al modo migliore per raccogliere consenso si è affrettato a dire: “No agli allarmismi sulla Sanità si lavora soprattutto alla razionalizzazione e alla riduzione delle centrali di spesa”. Detta così non fa una piega. Ma il rischio è quello di vedere tagliati i servizi e vedere l’aumento dei costi delle prestazioni attraverso l’aumento dei tiket che già non sono così ininfluenti. Non che la Sanità sia immune da sprechi. Anzi. Ci sono situazioni legate proprio – per esempio – alla gestione degli acquisti di materiali o a prestazioni sanitarie che sono vere e proprie stranezze italiane. Eccone un’estrema sintesi: in una Asl di una determinata regione un inserto tibiale si paga 199 euro e un’altra 2.479, con una differenza del 1.145%. Una protesi all’anca in ceramica è pagata in una regione 284 euro e in un’altra 2.575, con una maggiorazione dell’806%? E ancora: aghi pagati tra un minimo di 9 centesimi e un massimo di 25 euro, suturatrici monouso da alcuni sono pagate 188 euro e da altri 520, garze in cotone acquistate a 2,89 euro le stesse pagate altrove a 7,47. Stranezze e non solo. Che però difficilmente troveranno la soluzione migliore. Mentre il taglio alla Sanità immaginato da Yoram Gutgeld è quello sintetizzato da Repubblica. Eccolo: “Importanti, e in qualche caso dolorosi, i provvedimenti che riguarderanno direttamente i cittadini. In primo luogo c'è il taglio delle prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali ed esami di laboratorio) non necessarie (nel linguaggio tecnico: non appropriate). Il ministero della Salute con un imminente decreto stilerà la lista delle situazioni e patologie dove analisi e approfondimenti sono necessari, se si è fuori della lista si pagherà di tasca propria”. Finiamola qui. Mentre le tasse non sono ancora tagliate, già si pensa a tagliare i servizi. Ma si badi bene: non siamo assolutamente contrari al taglio degli sprechi che ci sono eccome, negli ospedali e in generale nell’ambito della Sanità. Solo che questi probabilmente resteranno, mentre si taglieranno i servizi in barba la proclama di Renzi: “In Italia essere di sinistra significa tagliare le tasse senza tagliare i servizi”. Toh, che bella narrazione.|
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