Rigore
27.01.2016 05:49
finire nel mirino delle Fiamme Gialle sono state 64 persone tra cui massimi dirigenti, calciatori e procuratori di squadre di calcio di serie A e B. Naturalmente si parla di frodi e nove zeri, mica lo scontrino del caffè. E allora la prima cosa che viene da chiedersi è: che opinione si faranno di noi all’estero? Un tempo andavamo famosi (eufemismo!) come quelli di pizza, mandolino e spregiativamente coppola. Adesso, magari, come dei perenni e inguaribili truffatori. Prossimo titolo per un film di Checco Zalone? Eccolo: sole e bustarelle! D’accordo che siamo solo alle prime battute dell’inchiesta, ma la stessa si presenta piuttosto corposa, visto che al momento sono già stati sequestrati circa 12 milioni di euro. E siamo anche sicuri che questo ennesimo scandalo nel Paese dei “maccaronì” troverà vastissima eco sulla stampa mondiale in virtù dei nomi delle persone e delle squadre di calcio coinvolte. Grandi nomi del pallone e grandi nomi di presidenti. Come dire? Tutti insieme appassionatamente. Gli inquirenti asseriscono che “i procuratori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le proprie prestazioni, simulando che l’opera di intermediazione fosse di interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi”. Il solito gioco delle tre carte dove a perdere è sempre l’allocco di turno che in questo caso ha le sembianze dello Stato, ciò di noi tutti. Come andrà a finire? Ci auguriamo non a tarallucci e vino e nemmeno a calci di rigore. Un po’ di rigore unito a un po’ di serietà e forse vivremo tutti meglio. Ma proprio non ce la facciamo a vivere senza scandali quotidiani. E quel che è peggio è che molti si sono perfino assuefatti a questo andazzo che forse attiene anche troppo alla nostra quotidianità. Forse aveva ragione Franco Battiato quando cantava “Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos'è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene”. Già povera Patria.|
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