Pernacchia
28.03.2015 06:51
È davvero difficile, anzi stomachevole, accettare senza battere ciglio che Beppe Grillo dal suo blog usi il disastro aereo dell’Airbus e il gesto scellerato del copilota per lanciare un parallelismo con la politica di Matteo Renzi. Scrive Grillo: “Ci sono inquietanti analogie tra Andrea Lubitz, il copilota dell’Airbus A320 della Germanwings che si è schiantato sulle Alpi francesi e Matteo Renzi che sta schiantando l'Italia. Si tratta in entrambi i casi di uomini soli al comando”. Tutto il seguito, naturalmente, è del tenore dell’incipit quindi è inutile proseguire. Il tutto, anzi il niente, il vero deserto dell’intelletto, il trionfo del becerume più gratuito è stato accompagnato da un fotomontaggio di Renzi al comando di un aereo. Non c’è che dire, davvero. E pensare che volendo criticare la politica del governo, sbeffeggiare alla grande il primo ministro gli argomenti non mancherebbero così come, volendo, non mancherebbero gli esempi e le analogie senza per questo sconfinare nell’orrido. Invece no. Chi ha creato un movimento dal nulla sta facendo l’impossibile per tornare al nulla dal quale è venuto. Diciamo che Grillo – di cui gli aficionados un po’ ottusi si affrettano a dire che ama i paradossi, per cui andrebbe compreso – è sulla buona strada. E pensare che c’è stato un tempo in cui Beppe Grillo che pure qualche speranza agli italiani delusi e schifati dalla politica l’ha regalata era il grillo parlante, cioè il saggio druido al quale affidare la clava della vendetta. I giovani del maggio francese avevano adottato una frase attribuita a Aleksandrovic Bakunin: «La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà». A volte una pernacchia può avere lo stesso effetto. Non disperiamo.|
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