Fenomeni
21.12.2015 05:53
È da fenomeni o no avere la prima pagina dei giornali per una vicenda che ha per protagonista Renato Brunetta che litiga con Paolo Romani e perché pare che lo stesso Brunetta sia inviso a buona parte dei deputati tanto che è stata adombrata la sua sostituzione con miss Mara Carfagna? Sì, solo dei fenomeni da circo Barnum sarebbero stati capaci di tanto. Mentre il governo arranca come un ciclista in salita in debito d’ossigeno Silvio Berlusconi da Arcore pressato e stressato dalle domande dei soliti questuanti ha dovuto diramare un paio di comunicati in favore di quel bricconcello litigioso di Brunetta. L’ex cavaliere, per placare le ire funeste del capogruppo alla Camera ha dichiarato: “Leggo su un giornale di gossip politico un articolo che racconta, come quasi quotidianamente accade, cose mai successe. Confermo la mia piena fiducia al presidente Renato Brunetta chiamato sempre più spesso a esercizi di sopportazione. Confido che ci riesca anche questa volta”. Per chi non lo avesse capito il giornale di gossip a cui allude è Repubblica. Calmati i bollenti spiriti di Brunetta resta il malumore – in questo caso silenzioso – di Mara Carfagna ovvero la predestinata a prendere il posto del professore, ma fortemente invisa alle donne del cerchio magico con in testa l’onnipresente e onnipotente deputata Maria Rosaria Rossi di cui si dice che non muova foglia che la zarina azzurra non voglia. Tutto tranquillo adesso? Per il momento l’intervento del capo ha dato la camomilla ai più riottosi, ma è questione di giorni e altre liti vedranno la prima pagina perché il clima in Forza Italia è da fratelli coltelli e del tutti contro tutti. Un clima che perfino il Giornale, house organ della ditta, non esista a definire “un verminaio di polemiche deleterie”. Certo che con un arbitro come Renato Brunetta si fatica e non poco a calmare i giocatori. I bisbigli romani raccontano che Silvio Berlusconi vedrebbe di buon occhio un passo indietro di Brunetta, ma sa che questo non avverrà nemmeno se sul capogruppo piovessero bombe a grappolo. Di mandarlo via non se parla perché l’ex cavaliere teme l’ira funesta e vendicativa del doge veneziano. E se Forza Italia arriva a temere la vendetta del piccolo diavolo, vuol proprio dire che è alla frutta.|
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