Diritti
16.01.2016 06:58
Ma il rimandare sempre tutto alle calende greche mantiene l’Italia fanalino di coda in Europa sul versante dei diritti civili. Si parla di Unioni civili, Ius soli, abolizione del reato di clandestinità, eutanasia e non di quisquilie qualsiasi. Su questi temi il quotidiano La Stampa di Torino ha fatto due conti che evidenziano bene da quanto tempo aspettiamo di vedere le leggi approvate, ovvero il tempo trascorso dal giorno dell’annuncio ad oggi. Le unioni civili sono in attesa da 463 giorni, lo Jus soli 618, la legge sull’eutanasia da ben 854, il reato di clandestinità 617. Tempi lunghissimi che stridono fortemente con la sempre più manifestata voglia (e necessità) degli italiani di sentirsi ed essere uguali agli altri europei. Eppure senatori e deputati sono stati in aula molto tempo e, a volte, sono trastullati su baggianate di cui francamente ci sarebbe da vergognarsi altre volte hanno messo in scena liti come tante comari al mercato. Purtroppo per tutti noi italiani anche i diritti civili finiscono per andare ad alimentare in primo luogo le divisioni tra i partiti a scapito della reale portata degli argomenti. Perché succede? In primo luogo perché ognuno guarda al proprio orticello e ai sondaggi e non alle necessità del Paese e poi perché le maggioranza parlamentari sono troppo frastagliate e raffazzonate per avere tutti lo stesso obbiettivo da raggiungere in tempo utile per evitare di vedere andare in pensione un bimbo che adesso frequenta le elementari. Ogni volta che pare la volta buona esce allo scoperto un gruppetto ad ostacolare il cammino di una legge e tutto ritorna il alto mare. Eppure, considerato che quando interessa loro sanno essere veloci, basterebbe fare una cosa: rinchiudere i 1000 deputati e senatori nelle rispettive Camere di appartenenza e aprire loro la porta a legge approvata. Scommettiamo che se la discussione inizia il martedì mattina al giovedì pomeriggio sarebbe tutto approvato? Perché? Semplice: poi si torna al paesello che è tanto bello…|
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