Diluvio
06.05.2015 05:57
L’unico messaggio arrivato dal premier impegnato in Trentino Alto Adige come segretario del Pd è stato: “Oggi ci sono tante persone che protestano per la scuola, noi ascoltiamo le proteste, è giusto condividere e parlare, entrare nel merito. Ma per la prima volta questo governo stanzia 3 miliardi di euro nella scuola. Sono pochi? E quelli di prima quanti erano?» La filosofia di ogni intervento del primo ministro che ormai si considera come la manna caduta dal cielo è sempre la stessa: prima di me il buio, après moi le déluge! Quindi, forse, ribadiamo il forse, nonostante il buio e il diluvio qualche minima istanza degli insegnanti verrà accolta, ma sappiamo già in partenza che si tratterà di quisquilie. Se il premier è stato soft grazie a donna Agnese (che naturalmente non ha aderito allo sciopero) un po’ meno lo è stata la ministra Stefania Giannini che ha liquidato lo sciopero come “politico e senza presupposti” nonché figlio di “strategie elettorali” . Può essere che Matteo Renzi la richiami all’ordine come già fatto in passato, ma se questi sono i presupposti per “ascoltare le istanze di chi protesta” c’è poco da stare sereni. Già, insegnanti, state sereni. Il che è tutto un programma. Mentre un governo che governa e che non impone dovrebbe essere attento anche alle piazze, senza naturalmente cedere di fronte alle prepotenze e alle difese corporative che non sono state presenti né possono essere addebitate alla manifestazione di ieri. Un po’ di umiltà gioverebbe a tutti. Perché se la scuola è il pilastro della società e fucina di insegnamento di vita, non può essere lasciata alla mercé di chi scambia la scuola per i locali dentro cui si tengono le lezioni che peraltro sono spesso fatiscenti. Altrimenti, sarà davvero il diluvio.|
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